La campagna

 

FRAGILI è una campagna di sensibilizzazione e azione che coinvolge gli adolescenti. Con la loro adesione, decine di ragazzi dichiarano la loro fragilità e indicano un'azione possibile nei confronti di coetanei e adulti. La fragilità ci accomuna e porta con sé molteplici sfumature di sensibilità, delicatezza e umanità. Essere fragili non significa essere deboli. Al contrario, dichiararsi fragili è un'azione empatica che comporta la capacità di mostrarsi nella propria interezza per accogliere al meglio l'altro. Siamo fragili: trattiamoci con cura. L'iniziativa fa parte del progetto di giustizia riparativa "Ricominciamo" finanziato dalla Compagnia di San Paolo.

 

 

Ecco il manifesto scritto dai ragazzi.

«Siamo Ahmed, Alessandro, Alessio, Gabriel, Heba, Joao, Mara, Marta, Martina, Nadia, Valentin. Siamo undici ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Frequentiamo l'ASAI per studiare in gruppo nel doposcuola superiori e per trascorrere del tempo insieme. Ogni tanto, terminato il momento dello studio, ci troviamo a ragionare insieme a Dalila, Davide e Riccardo, operatori del Centro, su alcuni temi per noi importanti, partendo sempre dai nostri vissuti e dalle emozioni che questi ci suscitano. Recentemente abbiamo discusso di come siano le relazioni all'interno delle scuole che frequentiamo e nei nostri giri di amicizie. Dai racconti di ciascuno, abbiamo scoperto essere diffusi, tra noi ragazzi, comportamenti di aggressivitàdiscriminazione, presa in giro e violenza di alcuni a danno di altri.

 

Questo tipo di comportamenti è comunemente denominato "bullismo". Se ne parla spesso in televisione, sui social e anche a scuola. Cos'è che ci spinge a isolare qualcuno all'interno di una classe? A prenderci in giro per le nostre caratteristiche caratteriali o fisiche fino a provocarci delle ferite profonde? Perché abbiamo inventato la categoria dello "sfigato" contro cui sfogare la nostra cattiveria? Alcuni di noi si sentono a proprio agio in mezzo alle persone, sono spigliati, sciolti, sicuri di sé. Altri fanno di tutto per mostrarsi sempre all'altezza, alla moda, simpatici, brillanti, socievoli, con la battuta pronta. Qualcuno invece non ci riesce proprio. Non ce la fa a staccarsi di dosso l'etichetta di "sfigato" e inevitabilmente diviene oggetto di parole offensive e di scherzi volgari e spesso crudeli. E si arrabbia. Oppure si chiude, si isola. Preferisce starsene in disparte, costruendo un muro esterno di invisibilità e un altro interiore per diventare sempre più inscalfibile.

 

 

Parlando tra noi, qualcuno con un nodo in gola, qualcun altro con le lacrime a premere dietro gli occhi, qualcun altro faticando a togliersi la maschera di sbruffone, ci siamo resi conto di essere tutti attraversati da una comune dimensione: l’essere fragili. Sia coloro che sembrano le vittime predestinate, sia chi esercita la propria forza sugli altri.
La campagna che lanciamo è un invito a voi, nostri coetanei, a essere delicati e gentili nei rapporti con gli altri, perché dentro ciascuno di noi c’è un mondo interiore fatto di emozioni ed equilibri che la violenza potrebbe facilmente spezzare. Ed è un appello a voi adulti, a prestarci più ascolto, a osservare di più il nostro modo di stare insieme, a far sentire la vostra presenza vicina e significativa al nostro fianco.

In queste foto ci dichiariamo fragili e non ce ne vergogniamo, perché sappiamo che ciascuno di voi lo è. Ci dichiariamo fragili perché pretendiamo di essere trattati con rispetto, sensibilità e cura e ci impegniamo a trattare gli altri nello stesso modo. Ci dichiariamo fragili. Questa è la nostra forza.»